Drive to Zero 2026: resoconto dell’appuntamento europeo

Citec

Jean-Baptiste Thébaud, esperto in Transition(S) presso Citec, ha partecipato al salone Drive to Zero a Parigi. Tra tavole rotonde, conferenze e incontri con gli espositori, ecco i principali elementi da ricordare.

Apertura del salone Drive to Zero 2026, 3 giugno. Crediti: Citec

Il 2 e 3 giugno 2026, Parigi Expo Porta di Versailles ha ospitato la nuova edizione di Drive to Zero, il salone europeo delle soluzioni per l’implementazione della mobilità a basso tenore di carbonio. Questo format unico in Europa riunisce ogni anno circa 150 espositori e più di 4.000 professionisti attorno a un obiettivo comune: far emergere modelli economici sostenibili per accelerare la transizione. In programma: oltre 60 conferenze e workshop, 5.000 m2 di espositori, una serata di networking e un circuito di test interno/esterno per testare in anteprima i veicoli di domani. L’edizione 2026 era all’insegna del passaggio all’azione: come trasformare gli annunci e gli obiettivi in progetti concreti, finanziati e dispiegati sul campo? Infrastrutture di ricarica, elettrificazione delle flotte, logistica decarbonizzata, mobilità nei territori a bassa densità, sovranità energetica europea… altrettanti argomenti affrontati con un’attenzione particolare ai feedback e alle soluzioni già operative sul campo. La conferenza inaugurale del 2 giugno è stata aperta dal ministro dei Trasporti, Philippe Tabarot, e il 3 giugno Clément Beaune ha tenuto un discorso incentrato in particolare sul veicolo autonomo, un ritardo europeo che ritiene possibile colmare. È in questo contesto che Jean-Baptiste Thébaud, esperto in Transition(S) presso Citec, ha partecipato alla giornata del 3 juin, durante il quale ha partecipato a diverse tavole rotonde e conferenze, ed ha avuto scambi con gli espositori. L’opportunità di identificare le tendenze di fondo, le soluzioni mature e i futuri sviluppi in questo settore al centro della nostra competenza.

Drive to Zero 2026: ciò che Citec tiene dall’appuntamento della mobilità decarbonizzata

  • Dominano due profili di attori: i fornitori di stazioni di ricarica di ogni tipo e i fornitori di soluzioni innovative per la mobilità, compresi i veicoli intermedi, presenti sulla pista di prova.
  • Il panorama delle motorizzazioni alternative tende a semplificarsi: se il titolo del salone è “decarbonizzazione globale”, gli stand e le conferenze sono fortemente orientati verso l’elettrico.
  • La competizione internazionale è molto visibile, con progressi spettacolari sulle prestazioni dei materiali. I prezzi annunciati dagli industriali sono d’altronde in netto calo rispetto a qualche anno fa.
  • Diversi oratori hanno confermato la maturità tecnologica dell’elettrico e persino, in alcuni casi d’uso, un TCO che ora raggiunge quello del diesel. La decisione di transizione aziendale diventa più razionale che emotiva: se il modello economico è valido, le aziende si dirigono verso di esso.
  • Maxime Selier (Yélé), Sophie Tricard (Forsee Power) e JM Boucheret (Iveco Bus), durante la tavola rotonda Elettrificare la propria flotta di autobus animata dall’AVERE, hanno stilato un bilancio positivo: l’elettrico rappresenta ormai il 50% del mercato degli autobus in Europa, con un’autonomia fino a 640 km e una prestazione garantita all’80% per 15 anni. I costruttori sanno adattarsi alle esigenze, quindi è attraverso la rete e l’upstream (adattamento del deposito, smart charging) che si deve pensare all’elettrificazione, non all’offerta di veicoli.
  • Engie Vianeo, durante la tavola rotonda Elettrificazione dei veicoli pesanti, ha confermato che che tutti i semafori sono verdi: gli aiuti Certificato di Risparmio Energetico (CEE) sono passati da 60 a oltre 100 mila euro per i camion, e la redditività elettrica diventa assolutamente possibile in diversi casi d’uso. Tuttavia, l’ecosistema è ancora in fase di maturazione (disponibilità dei terminali, formazione dei conducenti, impatto sul carico utile), ma gli investimenti sono presenti.
  • Diversi operatori stanno ora considerando la stazione di ricarica in un ecosistema a tre componenti: terminale, pannelli fotovoltaici e batteria di stoccaggio, per assorbire le irregolarità dell’offerta (soleggiamento) e della domanda (carica dei veicoli), e preparare gli usi futuri come l’iniezione di elettricità nella rete. Anche la ricarica al deposito continua ad essere popolare: meno dispendiosa in termini di potenza, più economica per l’operatore.
  • Anne-Marie Jean, durante la tavola rotonda I nuovi ELU, ha presentato l’aggiornamento del rapporto commissionato dal Ministero sulla logistica urbana. La proprietà terriera emerge come una delle questioni centrali, trainata dalle comunità attraverso le loro competenze nella pianificazione del territorio. Quanto al programma Colis Activ, che ha accompagnato 22 Metropoli per 18 milioni d’operazioni di ciclo-logistica, dimostra la fattibilità di questo modello, ma anche gli ampi margini di progresso che gli restano: uno studio su Lione mostra che la metà dei flussi sarebbe tecnicamente “ciclo-compatibile” ».
  • Il salone è stato inoltre l’occasione per annunciare il lancio della nuova certificazione CertiLUD! Questa iniziativa mira a identificare gli operatori logistici più virtuosi, al fine di facilitarne la valorizzazione nell’ambito degli appalti pubblici.

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