Head of Transport per Milano Cortina 2026 e Direttore di Citec Italia, Stefano Manelli ripercorre la preparazione della mobilità per i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2026. Tra sfide infrastrutturali e operative, la pianificazione dei trasporti costituisce il motore invisibile del successo di un evento globale, rappresentando al tempo stesso un elemento centrale della sua eredità territoriale.

Imperativi di pianificazione e change management
Il progetto trova origine nel 2018, anno della candidatura italiana. Già in quella fase, la sfida principale consisteva nel concepire un sistema di trasporto inedito per il paese, con livelli di servizio ben superiori agli standard esistenti. Oltre al rafforzamento delle infrastrutture, si trattava di ridefinire l’accessibilità di territori remoti e geograficamente complessi. Questa ambizione ha richiesto un lungo processo di “change management”, che ha coinvolto sia il dialogo con il Comitato Internazionale Olimpico sia una profonda trasformazione interna del comitato organizzatore. Il passaggio dalla visione di candidatura alla realtà operativa ha richiesto diversi anni di pianificazione anticipata per gestire la complessità dei flussi di atleti, personale, media e spettatori.
Integrazione territoriale e coordinamento degli stakeholder
Il progetto ha dovuto conciliare territori eterogenei: l’area metropolitana di Milano e le zone alpine, distribuite su più regioni e province autonome. Questa configurazione ha imposto un livello di governance inedito. Il comitato organizzatore ha svolto il ruolo di direttore d’orchestra tecnico e istituzionale, favorendo un dialogo continuo con le amministrazioni locali, le autorità di regolazione e gli operatori di trasporto. Il successo del modello si basa sulla trasformazione della frammentazione territoriale in un sistema multimodale integrato, fondato sulla cooperazione e sulla valorizzazione delle specificità locali piuttosto che su una logica dall’alto verso il basso.
La sostenibilità come principio di progettazione
La sostenibilità è stata trattata come un principio di progettazione piuttosto che come un vincolo. Stefano Manelli parla di « sustainability by design », un approccio in cui le considerazioni ambientali vengono integrate fin dalla progettazione dei sistemi di trasporto. In concreto, ciò si traduce nella priorità data al trasporto ferroviario per i collegamenti interurbani e nello sviluppo di soluzioni di mobilità condivisa a basse emissioni per l’ultimo miglio. I Giochi sono così concepiti come un laboratorio vivente, capace di incoraggiare cambiamenti duraturi nei comportamenti di mobilità. Le misure temporanee messe in atto, seppur talvolta impegnative, fungono da terreno di sperimentazione, e il loro valore dipenderà dalla capacità di trasformarle in politiche e infrastrutture permanenti.
L’eccellenza operativa dei servizi
Sul piano operativo, Stefano Manelli condivide la difficoltà di allestire in pochissimo tempo un sistema di trasporto equivalente a quello di una grande metropoli, senza un periodo di rodaggio. In questo contesto, Busitalia ha svolto un ruolo determinante, con oltre 600 autobus mobilitati e un tasso di ritardo inferiore allo 0,5%, a testimonianza di un’affidabilità operativa notevole. Nelle zone alpine, operatori come STA, Trentino Trasporti, Dolomitibus e il gruppo FNM hanno integrato i servizi olimpici nelle reti locali esistenti, creando un sistema multimodale che rafforza l’accessibilità delle valli e che potrebbe diventare un modello per la mobilità turistica sostenibile in montagna.
Il modello milanese e l’eredità di ATM
Particolare attenzione è stata dedicata alla mobilità urbana a Milano. I rafforzamenti delle linee metropolitane e di superficie, insieme all’estensione degli orari, hanno permesso di gestire circa 80.000 passeggeri aggiuntivi durante il periodo delle competizioni. Il risultato più significativo riguarda il trasferimento modale: oltre il 70% dei partecipanti e degli spettatori ha utilizzato i trasporti pubblici, contro una media urbana abituale inferiore al 30%. Questa evoluzione testimonia un cambiamento comportamentale significativo, sostenuto da politiche efficaci di rafforzamento dell’offerta. Il Comune di Milano e ATM stanno ora valutando la possibilità di rendere permanenti alcune di queste misure, trasformando l’esperienza olimpica in un’eredità strutturale per la mobilità urbana.
Complessità ed eredità dei grandi eventi
I Giochi Olimpici restano sistemi intrinsecamente complessi, capaci di trasformare temporaneamente ma profondamente l’uso di un territorio. Nessun territorio può essere pienamente preparato senza una pianificazione avanzata e strumenti di modellazione sofisticati. In questo contesto, il ruolo di consulenti specializzati come Citec è essenziale per costruire scenari, simulazioni e modelli operativi in grado di accompagnare le decisioni pubbliche nei vincoli stretti del “prodotto olimpico”, garantendo al tempo stesso la continuità della vita locale. La quota dei trasporti nel budget complessivo confirma la sua importanza strategica. La mobilità è il primo e l’ultimo punto di contatto con i Giochi: il vero biglietto da visita della capacità organizzativa di un paese e una delle eredità più tangibili lasciate ai territori ospitanti.
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