Yverdon: Citec accompagna la trasformazione delle officine FFS

Citec

Citec mette a disposizione la propria competenza in materia di mobilità nell'ambito degli studi d'impatto del progetto NATY delle FFS, che prevede la modernizzazione e l'ampliamento delle officine di Yverdon, con quasi 98.000 m² di superfici e fino a 900 collaboratori.

Vista ortografica, Yverdon. Crediti: geoportale Vaud

Per rispondere all’evoluzione delle esigenze di manutenzione della rete ferroviaria svizzera, le FFS promuovono il progetto NATY (Nouveaux ATeliers d’Yverdon), che prevede la modernizzazione e l’ampliamento delle officine di Yverdon. Con quasi 98.000 m² di superfici e un incremento dell’organico da 700 a 900 collaboratori, questo intervento rappresenta una trasformazione di grande rilievo per un sito strategico, ubicato presso l’attuale deposito FFS e fortemente condizionato dalle infrastrutture ferroviarie e stradali circostanti. La sua vicinanza diretta alla RC401 e alla stazione di Yverdon-les-Bains gli conferisce già una buona accessibilità multimodale su scala cantonale, consentendo di concentrare gli studi sul collegamento alla rete principale e sull’accessibilità interna al sito.

Studi d’impatto: il ruolo di Citec nel progetto NATY

All’interno del raggruppamento di progettisti, al fianco di Itten+Brechbühl SA (architettura) e di ARX (assistenza alla committenza), Citec apporta la sua competenza in mobilità per l’insieme degli studi d’impatto del progetto. I nostri esperti intervengono nella diagnosi della situazione esistente, per poi elaborare scenari e assetti di accessibilità, dimensionare gli accessi e valutare la sicurezza degli spostamenti. Si occupano inoltre del fabbisogno del sito in termini di sosta privata, pubblica e logistica, nonché delle piazzole di carico e scarico e delle aree di attesa, integrando al contempo i vincoli connessi all’accessibilità multimodale, dalle sagome stradali alle infrastrutture ciclabili e pedonali. Queste analisi permettono di anticipare gli effetti del progetto sugli spostamenti, chiarire le scelte progettuali e garantire un’integrazione coerente delle infrastrutture di mobilità nel futuro funzionamento del sito. Il progetto entra ora in una nuova fase, con il passaggio dalla fase SIA 31 alla SIA 32.

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